Le statue dei Caetani d'Aragona dell'Aquila nella Cappella Sansevero di Napoli
- universitasfundana
- 29 gen
- Tempo di lettura: 2 min
La Cappella Sansevero di Napoli custodisce alcune delle sculture più celebri dell’arte barocca italiana, ma non solo: tra queste si trovano anche opere che raccontano storie di famiglie nobili che (come i Caetani d’Aragona dell’Aquila) videro la loro memoria scolpita nella pietra lontano dalla terra d’origine.
I Caetani d’Aragona dell’Aquila furono storicamente conti di Fondi, una signoria di grande rilievo nel Lazio meridionale, parte del Regno di Napoli. Con la dipartita del conte Onorato II Caetani d'Aragona (1414-1491) e l’arrivo e l’ascesa dei Colonna, persero il controllo diretto sulla Contea di Fondi e sul Ducato di Traetto. Pur privati del potere territoriale, alcuni rami della famiglia riuscirono a mantenere status e prestigio trasferendo le loro relazioni e il loro ruolo verso ambienti più ampi del Regno di Napoli. È proprio a Napoli, nella cappella gentilizia voluta da Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, che si trovano sculture dedicate a membri della famiglia Gaetani dell’Aquila d’Aragona, strettamente legata per nascita o matrimonio ai Caetani.
Le statue dedicate ai membri dei Caetani d’Aragona dell’Aquila
Tra le opere presenti nella Cappella Sansevero, alcune furono dedicate a figure femminili della famiglia Gaetani d’Aragona d'Aquila:
Pudicizia (o Verità velata) – scultura dedicata a Cecilia Gaetani d’Aragona dell'Aquila, madre di Raimondo di Sangro, morta quando il figlio era ancora molto giovane. È una delle opere più celebri per il delicato effetto del velo in marmo che avvolge la figura femminile, realizzata da Antonio Corradini nel 1752. (https://www.museosansevero.it/la-cappella-e-il-cristo-velato/le-statue/pudicizia)
Liberalità – opera di Francesco Queirolo (1753–54) dedicata alla memoria di Giulia Gaetani d’Aragona dell'Aquila, consorte del quarto principe di Sansevero. La statua rappresenta una figura femminile allegorica col simbolo della cornucopia, che indica generosità ed equilibrio. (https://www.museosansevero.it/la-cappella-e-il-cristo-velato/le-statue/liberalita)
Sincerità – anch’essa parte del ciclo di statue delle Virtù, è dedicata alla moglie di Raimondo di Sangro, Carlotta Gaetani d'Aragona dell'Aquila. Rappresenta la virtù di sincerità con simboli di amore e purezza come il cuore e il caduceo ed è attribuita (il bozzetto) a Corradini ma scolpita da Queirolo. (https://www.museosansevero.it/la-cappella-e-il-cristo-velato/le-statue/sincerita)
Queste sculture rientrano in un progetto iconografico complesso che unisce virtù allegoriche, memorie familiari e simbolismi legati alla filosofia e alle idee culturali dell’epoca.
Perché queste statue “raccontano” Fondi a Napoli?
Le statue dedicate alle donne Gaetani d’Aragona dell'Aquila non sono semplici opere d’arte: esse rappresentano la permanenza della memoria dinastica di una famiglia che perse il dominio su Fondi, ma non la sua identità sociale e culturale. Collocate nella cappella gentilizia di una delle famiglie più influenti del Regno di Napoli, queste opere testimoniano come la memoria aristocratica fosse celebrata e trasmessa attraverso la scultura funeraria e allegorica, riflettendo non solo virtù personali ma anche la rete di alleanze e legami familiari che legavano Fondi a Napoli.
Napoli così diventa un luogo dove parti della storia fondana continuano a vivere, scolpite nella pietra e inserite nel grande palinsesto artistico e culturale della città. Anche se ormai la famiglia non esercitò più potere diretto su Fondi, la loro memoria rimane visibile e viva per chi visita la Cappella Sansevero e scopre, tra i marmi del centro di Napoli, frammenti di una storia che parte dal Lazio meridionale.



Commenti